domenica 19 ottobre 2008

Danze

Credo sia giusto fornire alcuni elementi relativi a questo tradizionale spettacolo dell’isola di Giava da cui ho tratto l’ispirazione per dipingere la Danzatrice di Gambyong.

Il Wayang golek, è uno spettacolo di marionette diffuso a Giava. Sono burattini di legno, tridimensionali, riccamente vestiti e dipinti in colori sgargianti, fissati su un tronco di banano tramite un bastone centrale.
I lakon (storie) che vengono messi in scena, derivano sia dai cicli epici del Mahabharata e del Ramayna e sono chiamati Waynag purwa, sia dai racconti della storia indo-giavanese a partire dal X secolo.

Nel Wayang purwa, il dalang (burattinaio) manovra i burattini di legno con le mani stando di fronte al pubblico, senza schermo.
Se vanno in scena lakon del repertorio Wayang purwa, la rappresentazione dura dalel nove di sera fino all’alba, se invece si tratta di spettacoli tratti dalla storia locale, possono essere rappresentati di giorno e durano due ore.

L’utilizzo di un burattino del Wayang golek in una rappresentazione del teatro delle ombre è molto interessante: la sua comparsa sulle scene avviene soltanto alla fine dello spettacolo, con movimenti della danza Gambyong. Il significato di tale apparizione, che non ha alcun nesso con il tema e i personaggi dello spettacolo in corso è da ricercarsi nel temine Golek che significa appunto "ricerca": prima di tornare a casa, il pubblico viene invitato a riflettere sulla storia appena narrata e cercarne la morale.

Il ruolo del dalang è di primaria importanza perché è il regista e lo sceneggiatore. E’ colui che sceglie i lakon, le musiche, le voci oltre al finale della storia che varia di volta in volta a seconda delle circostanze. Non è una professione che s’impara in poco tempo, richiede molta conoscenza, molta dedizione e talento e spesso è tramandata di padre in figlio. Esistono inoltre dalang donne, ma oggi meno che in passato.
Ai burattinai si attribuiscono anche poteri magici e soprannaturali e in ogni caso vantano una conoscenza approfondita della mitologia e della filosofia giavanesi tanto da essere paragonati agli ecclesiastici in occidente. (Curioso paragone aggiungo io).
Esistono due categorie di dalang, quelli di campagna più legati alle tradizioni e quelli di corte definiti più colti. In realtà il confine tra le due categorie è labile tanto è vero che vengono chiamati a rappresentare sia gli uni che gli altri indifferentemente in tutte le occasioni
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