domenica 6 giugno 2010
Girare
ora il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida.
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.
Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi!
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una "media company" ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Il nome di questa "media company" , guarda caso, è Mediaset.
Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.
venerdì 1 maggio 2009
Il sole e la luna
Il sole
il sole
il sole…
-Beatrice cambia musica!
La luna
la luna
la luna…
Bea è così, sa cosa vuole, con una determinazione a bassa voce, ma incrollabile.
-Signore è una bellissima bambina con tanti capelli color rame. Assomiglia a sua moglie!
-Veramente speravo fosse un maschio, sa, per via del nome…
Beatrice ascolta il suono della voce di Ivo, e in quel preciso momento, accolta dalle braccia maldestre di suo padre, decide che dovrà piacergli ad ogni costo.
-Sei tu Ivo?
-Sì Miriam. Sai che al mercato ho conosciuto il figlio piccolo di Mario? E’ biondo come lui e bello come il sole. Mi piacerebbe inserirlo nella squadra di calcio.
Intanto nonna Gianna nella stanza accanto, mentre osserva Bea, pensa: che strana questa ragazzina che a tutte le bambole taglia i capelli corti come i suoi. Chissà, vorrà fare la parrucchiera.
-Amore, cosa vuoi diventare da grande?
-Il sole nonna, il sole. Se mi regalassi una moto, lo potrei diventare anche subito.
-Una moto? Ma sei matta, alla tua età poi! Faresti morire di crepacuore tua madre. Non ti basta giocare a calcio? Lo dice sempre tuo padre che sei negata! Pensa piuttosto ad imparare le cose da donnina che ti serviranno quando sarai sposata…
Seduta sulla panchina delle riserve, a bordo campo, incapace di reggere lo sguardo deluso del padre, Bea non piange il dolore che ha dentro, ma vorrebbe morire.
Mario, il figlio di Mario, non piange mai quando cade dalla moto.
Luciano, difficile a credersi, non ama né il calcio né le moto. Lui ama Bea, con tutto sè stesso. Solo che lei non gli crede.
-Beatrice ti prego, non chiudere la comunicazione, non allontanarmi, sei la donna della mia vita. Per me sei bella come il sole. Ma no, che dico? Più, del sole!
Bea sorride. Non le interessa più la moto e nemmeno essere il centravanti migliore del pianeta. Il sole la scalda, ma mai quanto le forti braccia di Luciano. Ora desidera una famiglia. Sua.
-Signora mi dispiace molto. Purtroppo dall’esame laparoscopico è emersa con chiarezza una malformazione congenita che le preclude la possibilità di diventare madre. Se vuole però, potrà rivolgersi al centro adozioni, questo è il numero, tenga. Arrivederci.
Seduta su una panchina del parco, davanti all’ospedale, capace di reggere lo sguardo sgomento del marito, Bea piange tutto il suo dolore e vorrebbe morire.
Forse anche Mario, il figlio di Mario, piangerebbe in questo caso.
-Per una madre è straziante vedere una figlia ridotta così. Hai un marito che ti adora, avete una bella casa, siete ancora giovani e già in lista per l’adozione di un bambino. Perché ti ostini a sottoporti a queste inutili e dolorose cure ormonali? Insomma Bea, cosa vuoi?
-La luna mamma, la luna.
Beatrice ora è serena coi bambini dell’orfanotrofio. Gli uomini della sua vita l’hanno lasciata sola per un verso o per l’altro. Ma lei adesso è forte grazie a questi piccolini, caparbi nel vivere quanto lei. Li osserva mentre dormono e li accarezza quando piangono. Quando si svegliano di colpo e hanno paura e la chiamano, li solleva dolcemente e li appoggia a sè. Comincia così a cantare a bassa voce…
E nelle facce della gente
e nelle strade c’è il sole
che mi stringe il cuore
come mi stringevi tu
e mi ricordo un po’ di te
Perché il sole, è un amore che continua
anche quando non c’è più…
…Un giorno all'improvviso
la luna si stancò
di guardare il mondo di lassù;
prese una cometa,
il volto si velò
e fino in fondo al cielo camminò…
I pezzi delle canzoni sono tratti da: Sole di De Crescenzo e La luna di Branduardi.
domenica 19 ottobre 2008
Danze
Credo sia giusto fornire alcuni elementi relativi a questo tradizionale spettacolo dell’isola di Giava da cui ho tratto l’ispirazione per dipingere la Danzatrice di Gambyong. Il Wayang golek, è uno spettacolo di marionette diffuso a Giava. Sono burattini di legno, tridimensionali, riccamente vestiti e dipinti in colori sgargianti, fissati su un tronco di banano tramite un bastone centrale.
I lakon (storie) che vengono messi in scena, derivano sia dai cicli epici del Mahabharata e del Ramayna e sono chiamati Waynag purwa, sia dai racconti della storia indo-giavanese a partire dal X secolo.
Nel Wayang purwa, il dalang (burattinaio) manovra i burattini di legno con le mani stando di fronte al pubblico, senza schermo.
Se vanno in scena lakon del repertorio Wayang purwa, la rappresentazione dura dalel nove di sera fino all’alba, se invece si tratta di spettacoli tratti dalla storia locale, possono essere rappresentati di giorno e durano due ore.
L’utilizzo di un burattino del Wayang golek in una rappresentazione del teatro delle ombre è molto interessante: la sua comparsa sulle scene avviene soltanto alla fine dello spettacolo, con movimenti della danza Gambyong. Il significato di tale apparizione, che non ha alcun nesso con il tema e i personaggi dello spettacolo in corso è da ricercarsi nel temine Golek che significa appunto "ricerca": prima di tornare a casa, il pubblico viene invitato a riflettere sulla storia appena narrata e cercarne la morale.
Il ruolo del dalang è di primaria importanza perché è il regista e lo sceneggiatore. E’ colui che sceglie i lakon, le musiche, le voci oltre al finale della storia che varia di volta in volta a seconda delle circostanze. Non è una professione che s’impara in poco tempo, richiede molta conoscenza, molta dedizione e talento e spesso è tramandata di padre in figlio. Esistono inoltre dalang donne, ma oggi meno che in passato.
Ai burattinai si attribuiscono anche poteri magici e soprannaturali e in ogni caso vantano una conoscenza approfondita della mitologia e della filosofia giavanesi tanto da essere paragonati agli ecclesiastici in occidente. (Curioso paragone aggiungo io).
Esistono due categorie di dalang, quelli di campagna più legati alle tradizioni e quelli di corte definiti più colti. In realtà il confine tra le due categorie è labile tanto è vero che vengono chiamati a rappresentare sia gli uni che gli altri indifferentemente in tutte le occasioni.
venerdì 17 ottobre 2008
Passando da amici
Sono qui anche grazie a loro.
Per ora auguro buona giornata:)
